• Jeet Kune Do - I Principi


  • Bruce-Lee-profilo

    Bruce Lee ha sviluppato il  Jeet Kune Do grazie ad una grande capacità d’analisi e alla sua esperienza personale in diversi stili di arti marziali. La sua costante ricerca verso l’essenza più profonda del kung fu lo portò a prendere in considerazione solo ciò che realmente poteva essere utile. Per prima cosa individuò gli elementi base di un confronto senza regole:

    per combattere in modo efficace, è necessario possedere un acuto senso della sincronizzazione con l’avversario, una buona valutazione della distanza, la giusta applicazione di velocità e ritmo alle sue reazioni e una buona dose d’aggressività.

    Il Jeet Kune Do utilizza in modo efficace le tecniche di gamba (Kicking) di braccia (Boxing), d’intrappolamento (Trapping) e di lotta (Grappling). Tuttavia il JKD non è come mettere assieme Karate e Judo, oppure Kickboxing e Ju-Jitsu, poiché nel passaggio da un area all’altra del combattimento non troviamo soluzione di continuità.

    GLI ELEMENTI DI BASE

    TIMING – TEMPISMO

    Il tempismo è fondamentale per arrivare al bersaglio nel momento giusto, percepire quasi in anticipo le intenzioni dell’avversario e fermarlo appena lui si espone, colpendolo o uscendo dal suo attacco con un disimpegno.

    DISTANCE – DISTANZA

    La padronanza delle distanze nel combattimento permette di controllare il match. Avere l’esatta cognizione di quando l’avversario sia in grado di colpirci con un affondo o sentire quando sta “accorciando” la distanza per preparare un attacco , può invalidare la maggior parte delle sue strategie. In particolar modo permette di sapere quando “i bersagli sono a portata di colpo”.

    SPEED – VELOCITA’

    La tecnica risulta tanto più veloce quanto più è eseguita in economia: bisogna colpire direttamente dalla posizione in cui ci si trova, senza riaggiustarsi e senza inutili caricamenti. Avere movimenti rapidi ed esplosivi permette di prendere l’avversario di sorpresa neutralizzando la sua difesa.

    RHYTHM – RITMO

    Ogni avversario ha il suo ritmo. Imporre il proprio ritmo è un grande vantaggio. I combattenti esperti modificano spesso il ritmo per mettere in difficoltà l’avversario. Un attacco a ritmo discontinuo, facendo pause prima di portare il colpo finale, isultare molto efficace per sfondare la difesa di un avversario. La padronanza del ritmo, inoltre, permette di fermare l’avversario con lo Stop Hit (colpo d’anticipo).

    AGGRESSIVENESS – AGGRESSIVITA’

    Prendi l’iniziativa: chi colpisce per primo colpisce due volte! Metti l’avversario sulle difensive, non lasciargli condurre il ‘gioco’. Devi abbatterlo psicologicamente e fisicamente, colpendolo di continuo, fintando,   e approfittando d’ogni suo punto debole. Durante un combattimento bisogna imporsi mentalmente ‘sul’avversario’. Rompi le sue strategie, non permettergli di combattere a modo suo: se gli piace calciare chiudi le distanze, ostruisci i suoi calci e portalo nel trapping-grappling; se gli piace la corta distanza lascialo correre in avanti colpendolo con diretti mentre mantieni la distanza! Prima di perdere con il corpo deve arrendersi con la mente.

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