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Bruce
L'eredità del SIFU Bruce Lee è di estrema importanza per ogni praticante di arti marziali a prescidnere dallo stile, Lee è stato un esempio di tecnica, velocità, padronanza della mente e del corpo che non ha avuto eguali nel mondo del KUNG FU...



Jeet Kune Do - terminologia PDF Stampa E-mail

 Terminologia generale

  • LEE JUN FAN: Bruce Lee 
  • JEET: Fermare o intercettare
  • KUNE: Colpo
  •  DO: Via
  • JEET KUNE DO: La via del colpo che intercetta
  • SI JO: Fondatore del sistema
  • SI GUNG: Insegnante dell'istruttore
  • SI FU: Istruttore
  • SI MO: Istruttrice
  • TOE DAE: Allievo dell’Istruttore
  • YUT HING: Allievo numero uno
  • TOE SUEN:  Allievo dell’ Allievo
  •  KWOON: Scuola, sede di allenamento 
  •  JOAP HOP: Allinearsi, riunirsi
  • YU BAY: Pronti
  • GIN LAI: Saluto
  • HAY, HEY: Inizio
  • JYU YEE: Prestare attenzione
  • BI JONG, BAI JONG: Posizione di guardia
  • MOOK JONG: Uomo di legno
  • JEE YAO BOK GIK: Combattimento libero
  • FA KUNE: Metodo o stile inefficace
  • JUNG SEEN: Linea centrale
  • GO DA:  Colpo alto
  • HA DA: Colpo basso
  • JANG DA: Colpo di Gomito
  • JUNG DA: Colpo medio
  • JONG DA: Colpo di testa
  • TEK: Calcio
  • SAO: Mano
  • JANG: Gomito
  • SUT: Ginocchio
  • DA: Colpo

 

 Tecniche di calcio e pugno

Tecniche di Mano

  • JIK TEK: Calcio frontale
  • JIK DUM TEK: Calcio frontale che schiaccia
  • JUT TEK: Calcio laterale   
  • O'OU TEK: Calcio circolare
  • JUEN TEK: Calcio circolare completo
  • GUA TEK: Calcio a uncino
  • JUNE TEK: Calcio girato
  • DUM TEK: Calcio in affondo,a spinta
  •  JEET TEK: Calcio che intercetta, stop kick
  • JEET DA: Calcio di arresto 
  • LIN DUM TEK: Calcio a spinta incrociato
  • BIU JEE: Affondo con le dita, finger jab
  • O’OU CHOY. Gancio
  • PING CHOY: Pugno orizzontale
  • CHUAN CHOY: Pugno verticale
  • GUA CHOY: Colpo col dorso della mano, backfist
  • JIK CHUAN CHOY: Pugno a catena, straight blast

 

  •  TAN SAO: Mano con il palmo verso l'alto ( parata alta )
  • BIU SAO: Mano con il palmo verso il basso ( parata alta )
  • HA WAM PAK: Mano con il palmo verso l’esterno ( parata bassa )
  • GON SAO: Mano con il palmo a taglio verso l’esterno ( parata bassa )
  • HA PAK: Mano con il palmo verso il basso ( parata centrale )
  • PAK SAO: Mano che spinge
  • LOP SAO: Mano che afferra
  • JUT SAO: Mano che tira
  • LIN LOP SAO: Mano incrociata che afferra
  • HUEN SAO: Mano che si muove circolarmente
  • JOW SAO: Mano che circola al braccio
  • POON SAO: Mani che ruotano
  • BON SAO: Difesa con l’avanbraccio
  • TAHU SAO: Difesa con il dorso della mano
  • JEET SAO: Parata con entrambe le mani
  • JOM SAO: Parata o blocco dall'interno
  • JAO SAO: Colpo circolare con il palmo della mano
  • SAT SAO: Colpo con il taglio della mano palmo verso il basso
  • WONG JERD: Colpo con il palmo
  • BO DAI: Colpi con i palmi
 
Bruce Lee - Biografia PDF Stampa E-mail

BRUCE LEE - Biografia di un mito 

Bruce Lee Yip man Bruce Lee nasce il 27 novembre 1940, a San Francisco, nel Jackson Street Hospital di Chinatown. Il padre, Lee Hoi Chuen, era un attore che in quel periodo era in tournèe in America; la madre, Grace, era di origine tedesca. Fu battezzato con il nome di "Lee Jun Fan", "colui che torna", poichè la madre credeva che un giorno sarebbe tornato negli Stati Uniti. Bruce era il suo nome inglese, ma non venne mai usato in famiglia, dove veniva chiamato "Sai fon" (piccola fenice), un nome femminile. Questo perchè i signori Lee avevano in precedenza perso un figlio, e in questo caso, secondo la tradizione cinese, per i successivi figli maschi si usava un nome femminile, per ingannare gli spiriti maligni che avrebbero potuto prendere la loro vita.

Bruce era il quarto di cinque figli; Phoebe e Agnes, le due sorelle, Peter, il fratello maggiore, e Robert, il fratello minore. Nel 1941 la famiglia Lee torna ad Hong Kong, e, insieme alla famiglia, già numerosa, vivevano anche la cognata del signor Lee e i suoi cinque figli, oltre ad alcuni servitori, arrivando ad un totale di circa 20 persone. Già da piccolo si meritò il soprannome di "mo si tung", "quello che non sta mai fermo" (e mai un soprannome fu più azzeccato di questo!); la sua famiglia scoprì che l'unico modo per farlo stare fermo era dargli qualcosa da leggere... e lui leggeva per ore. Linda Lee, sua moglie, in un'opera dedicata alla vita del marito affermerà che "ricco o povero, Bruce ha sempre collezionato libri"; sottolinea anche il fatto che riusciva a concentrarsi sulla sua lettura in qualsiasi posto si trovasse, in una pausa sul set o in mezzo al chiasso e al movimento; ovunque andasse si portava sempre dietro un libro, anche quando sapeva che probabilmente non avrebbe avuto tempo per aprirlo.

Dopo aver frequentato la scuola elementare cinese, si iscrive al La Salle College; a questo proposito pare che lui fosse tutto, tranne che un allievo diligente; a quel tempo Hong Kong era ancora una colonia britannica, e tra i ragazzi inglesi e quelli cinesi evidentemente non correva buon sangue; bande di giovani sbandati, a volte vere e proprie gang, vagavano per le strade cittadine e le risse era pressochè all'ordine del giorno; Bruce Lee era uno di questi giovani: i suoi fratelli ricordano che, quando non gli piaceva qualcuno, glielo diceva dritto in faccia, nè c'era bisogno di chiedergli due volte di combattere. Probabilmente questo fu il motivo principale che lo spinse ad iniziare lo studio delle arti marziali; suo padre praticava il Tai Chi Chuan, ma non era esattamente ciò che lui cercava... Si iscrisse allora alla scuola di Wing Chun del famoso maestro Yip Man, diventando uno degli allievi più assidui. Oltre alle tecniche fisiche, alla scuola di Yip Man venne a conoscenza del pensiero taoista e delle filosofie di Buddha, Confucio, Lao Tzu e di altri maestri.

Un giorno, alla scuola di Wing Chun di Yip Man venne lanciata una sfida da parte della Choy Lee Fu School: i due gruppi si incontrarono sul tetto di una palazzina, nel quartiere di Resettlement. Quella che doveva essere un serie di confronti a due si trasformò in una rissa furiosa, quando un allievo dell'altra scuola fece un occhio nero a Bruce, e lui reagì ferocemente, in preda alla rabbia, ferendolo seriamente al volto. I genitori del ragazzo denunciarono Bruce, che allora aveva 18 anni; la madre gli consigliò di partire per gli Stati Uniti (dove, tra l'altro, era nato), poichè capì che il futuro ad Hong Kong era per lui piuttosto limitato. Il viaggio in nave verso gli States durò 18 giorni; durante la traversata, impartì alcune lezioni di cha-cha-cha ai passeggeri di prima classe (ad Hong Kong era stato campione di questo ballo); nel suo reportorio aveva oltre 100 passi di danza!

Anche negli States si trova sovente coinvolto in risse, più che altro causate dal colore della sua pelle; probabilmente in queste situazioni inizia a rendersi conto dei limiti del wing chun. Trasferitosi a Seattle, lavora come cameriere in un ristorante; completa gli studi liceali all'Edison Tecnical School e, in seguito, ottiene una specializzazione in filosofia alla Washington University. Non gli è difficile radunare attorno a sè amici o curiosi interessati alla sua arte particolare, il kung fu, che allora era veramente semi-sconosciuta al di fuori delle comunità cinesi. Il suo primo obiettivo era quello di diffondere la sua arte in tutti gli Stati Uniti; in una lettera scritta ad un suo amico, parla di questo progetto dicendo che intendeva realizzarlo entro un termine di 10-15 anni. In seguito, per motivi particolari, abbandonò il progetto, anzi chiuse tutte e tre le succursali della sua scuola, il Jun Fan Gong Fu Institute (le altre due erano dirette da Dan Inosanto, a Los Angeles, e J. Yimm Lee, a Oakland).

Bruce Lee Dal suo proposito iniziale si capisce che egli intendeva insegnare il kung fu a chiunque avrebbe dimostrato un animo adatto ad impararlo, a prescidere dal colore della pelle: benchè fosse stato più volte vittima del razzismo, non aveva ideali razzisti o di vendetta. All'apertura della scuola, il suo primo allievo fu un ragazzo di colore, Jesse Glover. Negli ambienti del Kung Fu vigeva però una regola non scritta: l'arte non doveva essere insegnata al di fuori dei cinesi, per timore che, se ciò fosse accaduto, gli stranieri ne avrebbero approfittato per fare loro del male. Bruce Lee considerava questo modo di pensare piuttosto antiquato, affermando che, se qualcuno voleva veramente fare del male a un proprio simile, non aveva certo bisogno di conoscere il Kung Fu. Il fatto che lui fosse disposto ad insegnare anche ai non cinesi però non andava giù agli altri maestri. Per questo motivo un giorno si presentò, presso la sua scuola a San Francisco, uno sfidante in rappresentanza della comunità marzialista della città, accompagnato da alcuni colleghi cinesi; se Bruce avesse perso il confronto, avrebbe dovuto chiudere la scuola, oppure smettere di insegnare ai bianchi. Messo di fronte a questa situazione, Bruce apparve molto determinato, sconcertando il suo sfidante, che quasi tentò di ritirare la sfida o per lo meno di ridurla ad un incontro di allenamento con alcune regole protettive. Lee non accettò il compromesso, la sfida era stata lanciata e lui l'aveva accolta: dopo pochi istanti di combattimento, gli uomini che avevano accompagnato lo sfidante cercarono di fermare Bruce, che stava predendo il sopravvento, ma James Lee lì ammonì di lasciar correre. Ad un certo punto, per sfuggire alla raffica di colpi, allo sfidante non restò che... iniziare a scappare per tutta la stanza, con Bruce che gli correva dietro {che scena! n.d.r.}; alla fine Bruce riuscì a prenderlo e a scaventarlo a terra, dove, su sua domanda, lo sfidante dichiarò di averne abbastanza... Fu l'ultima volta che la comunità marziale di San Francisco lo minacciò direttamente.

Benchè avesse vinto il combattimento, Bruce era piuttosto nervoso e affaticato: aveva sudato non poco per riuscire a prendere l'avversario per finirlo; questo lo spinse a cercare nuovi metodi di allenamento, e a creare nuove attrezzature, che di solito venivano poi realizzate da Herb Jackson, un falegname suo amico e allievo. Anche il classico uomo di legno del wing chun subì diverse modifiche, tra le quali l'aggiunta di una "gamba", atta a simulare la gamba dell'avversario. Fu il primo ad adottare, per la pratica di un'arte marziale, attrezzi come punching ball, sacchi e guantoni fino ad allora usati quasi esclusivamente dai pugili. Ma il miglior allenamento in assoluto restava il combattimento contro un avversario/compagno.

Trasferitosi in California nel 1964, approfondisce il suo studio rivolgendo la sua attenzione ad altre discipline, come il Kali (con il suo amico ed allievo Dan Inosanto), il Judo, il Pugilato, la Lotta libera, il Karate e altri stili di Kung Fu. Con il tempo, si costruì un'immensa biblioteca contenente volumi su ogni genere di stile e su ogni tipo di arma. Sempre del 1964 è la sua famosa esibizione, in occasione degli Internazionali di Karate di Long Beach, ai quali intervenne su invito di Ed Parker. Dalla sintesi, o, sarebbe molto meglio dire, dall'elaborazione di tutti questi studi, nasce il suo Jeet Kune Do, "la via per intercettare il pugno"; paradossalmente, a un certo punto decide di chiudere tutte e tre le filiali della sua scuola, accettando, da lì in avanti, soltanto allievi privati. Prese questa decisione in quanto si rese conto che era troppo facile per una persona entrare nel suo kwan e considerare l'insegnamento come la "verità" o la "via" universale... secondo lui non esisteva una via universale per raggiungere i propri scopi, e il credere in una "via" era quindi un'illusione. Il fatto di avere solo allievi privati lo aiutava molto nel seguire personalmente l'allievo stesso, personalmente nel senso che il suo insegnamento era modellato secondo la persona che aveva da istruire; secondo la testimonianza di Dan Inosanto, non diceva mai la stessa cosa a due allievi, ma costruiva tutto su una base individuale, tenendo anche conto della caratteristiche fisiche peculiari di ognuno.

Bruce Lee è conosciuto anche ai non praticanti soprattutto nelle vesti di attore: in questo senso era figlio d'arte, fatto che gli permise di iniziare la carriera sul set già da bambino, ad Hong Kong: l'ultimo film della sua carriera giovanile fu The Orphan , del 1958. In seguitò fu il co-protagonista (Kato) della serie The Green Hornet , e più avanti realizzò i film che lo resero famoso, tra i quali The Big Boss, Fists of Fury, Game of Death, Enter The Dragon.

Bruce Lee in action Nel 1970, a causa di una leggerezza (tentando di sollevare un certo peso senza aver prima fatto un adeguato riscaldamento), si procura un infortunio alla schiena, che lo costringe a letto per sei mesi: si può facilmente immaginare come possa essere stato per lui, sempre in moto perpetuo, questo periodo di forzata inattività; il suo corpo era come prigioniero, ma non la sua mente: è in questo periodo che inizia a scrivere i suoi appunti, che riempiranno otto volumi; una parte di questi è stata pubblicata, dopo la sua morte, ad opera della moglie, Linda, dalla quale ebbe due figli: Brandon (1965-1993) e Shannon, nata nel 1969. Nonostante i medici gli avessero pronosticato che non sarebbe più riuscito a praticare, riprese gradatamente l'attività, anche se il dolore alla schiena restò sempre un problema.

Bruce Lee scompare improvvisamente il 20 luglio 1973; la comunità marziale resta ammutolita e stupefatta di fronte alla sua morte: come è facile immaginare, iniziarono a girare le voci più disparate, per esempio che sarebbe stato ucciso dai maestri tradizionalisti, oppure da alcuni produttori cinematografici che non avevano ottenuto il suo consenso; alcuni non credettero neanche alla sua morte, e aspettarono il suo ritorno. La versione ufficiale parla di una reazione allergica ad un componente di un farmaco, l'Equagesic, da lui utilizzato per curare l'emicrania. Al suo funerale, ad Hong Kong, partecipò una folla immensa, 23.000, o forse 25.000 persone; una seconda funzione, in forma privata, ebbe luogo a Seattle, dove è stato sepolto, al Lakeview Cemetery.

Bruce era in buoni rapporti con Ed Parker e John Rhee, pionieri rispettivamente del Karate e del Taekwon Do in America, ed ebbe numerosi allievi, tra i quali i già citati Dan Inosanto, J. Yimm Lee e Jesse Glover, e inoltre Taky Kimura, Steve McQueen, Ted Wong, James Coburn, Jerry Poteet, Daniel Lee, Al Wolin, Herb Jackson, Larry Hartsell, Robert Lujan, Doug Palmer, Mike Stone, Chuck Norris, Joe Lewis e diversi altri. I suoi insegnamenti sono, ancora oggi come allora, oggetto di studio di moltissimi praticanti ed artisti marziali, desiderosi di apprendere un po' della sua tecnica e della sua qualità: ma, come disse lo stesso Ed Parker, "Di Bruce ce n'era uno su due miliardi".

 
Jun Fan - Jeet Kune Do origini PDF Stampa E-mail
Jun Fan kung fu La denominazione Jun Fan si riferisce all'arte marziale creata in origine da Bruce Lee.
Jun Fan è infatti il nome cantonese di Bruce Lee. "Originale" va inteso quindi nel significato di lavoro di una persona distinto dalle imitazioni fatte da altri. Il Jun fan JKD è quindi lo studio della scienza e la filosofia, delle tecniche e le strategie di combattimento, sintetizzate da Bruce Lee durante la sua vita.

Il Jeet Kune Do non è un insieme di tecniche di stili diversi, ha tecniche proprie, quelle che Bruce Lee ha perfezionato da quando ha cominciato a riferirsi alla sua arte con un nome nuovo. Il nome ha importanza relativa ma i principi su cui il Jun Fan si basa hanno valore sostanziale, infatti ad essi Bruce Lee ha fatto costante riferimento nel corso della sua ricerca.

Secondo Bruce Lee l'approccio scientifico al confronto a mani nude si basa sul corretto posizionamento, il footwork e la capacità di sfruttare nel modo più efficiente ed economico possibile il corpo umano. La libertà di espressione individuale nasce dalla padronanza di sè stessi, non dalla conoscenza di molte tecniche diverse.


Jun Fan origini JKD Perchè... "conoscere non è sufficiente, bisogna applicare". Compresa la corretta dinamica di una tecnica ed acquisita la padronanza nell'esecuzione, si è solo all'inizio ed occorre lavorare a lungo per riuscire effettivamente ad applicarla. Un avversario infatti non collabora, non rimane immobile, non asseconda le nostre azioni, e può essere capace di rispondere colpo su colpo.
Il processo di miglioramento nel Jeet Kune Do consiste nel semplificare e nell'eliminare il superfluo, perfezionando la capacità di applicare. Il riferimento al Jeet Kune Do come "difesa personale" o "combattimento da strada" è da considerarsi al più una descrizione inadeguata.

Il Jeet Kune Do è un'arte al perfezionamento della quale si può dedicare l'intera esistenza, affinando le proprie capacità combattive, e realizzando sè stessi come persone migliori.
 

C.S.A. Video

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